Guida Tecnica — Riferimento Normativo

Guida ATEX per Lavaggio Industriale
con Solventi: Obblighi e Soluzioni

La guida tecnica di riferimento sull'applicazione della Direttiva ATEX 2014/34/UE e del D.Lgs. 81/2008 al lavaggio industriale con solventi infiammabili. Obblighi di legge, classificazione delle zone, tabella dei solventi e criteri per la scelta della macchina.

Direttiva 2014/34/UE D.Lgs. 81/2008 ATEX Zona 1 & 2 ISO 9001:2015

1. Cos'è la Direttiva ATEX 2014/34/UE

La Direttiva 2014/34/UE (Equipment and Protective Systems Intended for use in Potentially Explosive Atmospheres), comunemente denominata Direttiva ATEX per apparecchiature, disciplina la progettazione, la fabbricazione e la marcatura di tutti i dispositivi e sistemi di protezione destinati a essere utilizzati in atmospheres potenzialmente esplosive. Sostituisce la precedente Direttiva 94/9/CE con efficacia dal 20 aprile 2016, mantenendo la struttura fondamentale delle categorie di protezione e introducendo la denominazione EPL (Equipment Protection Level) mutuata dalle norme IEC.

L'ambito di applicazione è definito dall'art. 1: la direttiva si applica ad apparecchiature e sistemi di protezione destinati all'uso in atmosfere potenzialmente esplosive formate da gas, vapori, nebbie infiammabili o polveri combustibili. Nel contesto del lavaggio industriale con solventi organici, tutte le macchine elettriche o miste elettro-pneumatiche utilizzate nelle aree classificate ATEX devono essere conformi alla Direttiva 2014/34/UE e riportare la marcatura CE-ATEX sulla targa dati.

Differenza tra Direttiva ATEX apparecchiature (2014/34/UE) e Direttiva ATEX luoghi di lavoro

Esistono due direttive ATEX distinte: la 2014/34/UE riguarda le apparecchiature (obblighi per il fabbricante), mentre la Direttiva 1999/92/CE (recepita in Italia dal D.Lgs. 81/2008, Titolo XI) riguarda i luoghi di lavoro (obblighi per il datore di lavoro). Il responsabile della produzione deve quindi verificare che: (a) le macchine acquistate siano certificate secondo la 2014/34/UE per la categoria appropriata, e (b) l'area di lavoro sia classificata e documentata nel DVRS (Documento di Valutazione del Rischio Esplosione) secondo la 1999/92/CE.

Nota operativa

La marcatura CE da sola non è sufficiente in area ATEX: è necessaria la marcatura CE accompagnata dall'ideogramma ATEX (Ex in esagono), la sigla di categoria (es. II 2G) e il gruppo/temperatura (es. IIB T3). Fonte: Direttiva 2014/34/UE, Allegato II.

2. Zona 0, Zona 1 e Zona 2: Definizioni Operative

La classificazione delle zone ATEX per gas e vapori infiammabili (gruppo G) segue la frequenza e la durata con cui è probabile la presenza di un'atmosfera esplosiva. La classificazione è definita nella Direttiva 1999/92/CE (Allegato I) e nelle norme tecniche di riferimento EN 60079-10-1 e CEI EN 60079-10-1.

Rischio continuo

Zona 0

L'atmosfera esplosiva (miscela aria-vapori/gas infiammabili) è presente continuamente o per lunghi periodi. Esempi: interno di serbatoi di stoccaggio solventi, interno di vasche di lavaggio con solvente durante il ciclo, interno di tubazioni di trasferimento solvente. Le apparecchiature in Zona 0 devono avere categoria 1G (EPL Ga). Nella pratica industriale, le macchine di lavaggio non operano internamente alla Zona 0: la zona 0 si applica all'interno del serbatoio solvente e alla camera di lavaggio in ciclo.

Rischio periodico

Zona 1

L'atmosfera esplosiva è probabile in condizioni operative normali. Esempi: area attorno alla macchina di lavaggio durante le operazioni di carico/scarico, zone vicino a punti di travaso di solventi, reparti di pulizia con solventi aperti o semiaperti. Le apparecchiature in Zona 1 devono avere categoria 2G (EPL Gb) come minimo. La maggior parte dei reparti di lavaggio con solventi è classificata Zona 1. Questa è la classificazione più comune e la più rilevante per la scelta delle macchine di lavaggio.

Rischio occasionale

Zona 2

L'atmosfera esplosiva non è probabile in condizioni operative normali, ma può verificarsi in caso di anomalia. Esempi: area attorno a macchine di lavaggio chiuse e con aspirazione integrata efficace, reparti adiacenti a zone di stoccaggio solventi, aree con ricambi d'aria meccanici certificati. Le apparecchiature in Zona 2 devono avere categoria 3G (EPL Gc) come minimo. Le macchine categoria 2G (Zona 1) sono utilizzabili anche in Zona 2.

Attenzione: errore frequente

La classificazione della zona non è una scelta del responsabile di produzione: è un atto tecnico che deve essere eseguito da un professionista abilitato (ingegnere, tecnico della sicurezza) e documentato nel DVRS. Assegnare autonomamente la classificazione Zona 2 a un'area che dovrebbe essere Zona 1 per ridurre i costi delle macchine è una violazione del D.Lgs. 81/2008 con conseguenze penali dirette per il datore di lavoro.

3. Obblighi di Legge: D.Lgs. 81/2008 art. 290-297

Il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro), Titolo XI "Protezione da Atmosfere Esplosive" (artt. 287-297), recepisce in Italia le Direttive 1999/92/CE e 94/9/CE. Di seguito i principali obblighi applicabili ai responsabili di produzione che gestiscono macchine di lavaggio con solventi.

Valutazione del rischio esplosione (art. 290)

Il datore di lavoro deve valutare il rischio di esplosione tenendo conto della probabilità che si formino atmosfere esplosive, della durata della loro presenza, della probabilità che sorgenti di ignizione siano presenti e attive, delle caratteristiche dei solventi (flash point, LEL, UEL, temperatura di autoaccensione), degli effetti prevedibili in caso di esplosione. La valutazione deve essere redatta per iscritto e riesaminata in caso di modifiche operative o aggiunta di nuove apparecchiature.

Documento di Valutazione del Rischio Esplosione — DVRS (art. 294)

Il DVRS è il documento che contiene la classificazione delle zone a rischio esplosione, l'elenco delle apparecchiature in uso nelle zone classificate con verifica della conformità alla categoria richiesta, le misure tecniche e organizzative adottate, e i criteri di coordinamento tra datori di lavoro diversi quando nella stessa area operano più imprese. Il DVRS deve essere aggiornato ogni volta che si modificano le apparecchiature o i processi. L'assenza del DVRS in caso di ispezione è una violazione sanzionata con ammenda fino a 6.000 € e arresto fino a 6 mesi.

Apparecchiature conformi (art. 293)

In una zona classificata ATEX, il datore di lavoro deve verificare che tutte le apparecchiature, strumenti e sistemi di protezione installati riportino la marcatura ATEX appropriata per la categoria della zona. L'installazione di un'apparecchiatura non marcata ATEX (o marcata per una categoria inferiore a quella della zona) in una zona classificata è una violazione dell'art. 293 sanzionata con ammenda da 2.000 a 6.000 € per ogni apparecchiatura non conforme, e comporta la responsabilità penale del datore di lavoro ai sensi dell'art. 590 c.p. in caso di infortunio.

Formazione dei lavoratori (art. 295)

I lavoratori che operano in zone ATEX devono ricevere formazione specifica sul rischio di esplosione, sulle procedure operative in zona classificata, sull'uso delle apparecchiature e sull'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (DPI) antistatici. La formazione deve essere documentata e aggiornata ogni volta che cambiano le condizioni operative o le apparecchiature.

Manutenzione delle apparecchiature ATEX (art. 296)

Le apparecchiature ATEX devono essere mantenute in buono stato secondo le istruzioni del fabbricante. Per le apparecchiature con motori elettrici Ex d, la norma EN 60079-17 prescrive ispezioni periodiche da parte di personale qualificato ogni 2 anni. Le apparecchiature pneumatiche (categoria Ex h) non richiedono certificazione elettrica per la manutenzione, ma gli interventi devono comunque essere documentati nel registro di manutenzione.

Sanzioni D.Lgs. 81/2008 — Titolo XI

Le sanzioni per le violazioni del Titolo XI del D.Lgs. 81/2008 includono: mancata classificazione zone (art. 294): arresto da 2 a 4 mesi o ammenda 1.000-4.800 €; apparecchiature non conformi in zona ATEX (art. 293): arresto da 3 a 6 mesi o ammenda 2.000-6.000 € per apparecchiatura; assenza del DVRS (art. 294): ammenda da 2.000 a 6.000 €. In caso di infortunio grave, si aggiunge la responsabilità penale per lesioni colpose (art. 590 c.p.) o omicidio colposo (art. 589 c.p.).

4. Tabella Solventi: Punto di Infiammabilità e Zona ATEX Richiesta

La classificazione del solvente (e di conseguenza della zona ATEX dell'area di lavaggio) dipende principalmente dal punto di infiammabilità (flash point, temperatura alla quale il liquido emette vapori sufficienti per formare una miscela infiammabile con l'aria in presenza di una sorgente di ignizione) e dal LEL (Lower Explosive Limit, concentrazione minima di vapori in aria che può propagare la fiamma).

Solvente Flash Point LEL (% vol) Gruppo Gas Zona ATEX tipica Macchina consigliata
Acetone−18°C2,5%IIAZona 1Serie XTR o PN
IPA (Isopropanolo)12°C2,0%IIAZona 1Serie XTR o PN
Etanolo industriale (95%)13°C3,3%IIAZona 1Serie XTR o PN
MEK (Butanone)−6°C1,8%IIAZona 1Serie XTR o PN
White spirit (nafta solvente)30-55°C0,7%IIAZona 1 o 2*Serie XTR, PN o EL
Toluene4°C1,1%IIAZona 1Serie PN (Viton)
Acquaragia minerale38-60°C0,7%IIAZona 1 o 2*Serie XTR, PN o EL
Detergente acquoso pH 9 (non infiammabile)>100°CNo ATEXSerie VU, LRC, LP, TW, DW, BW
Tricloroetilene (TCE)Non infiammabileNo ATEXVerificare REACH/CMR

* La classificazione Zona 1 o 2 per solventi con flash point 38-60°C dipende dalla valutazione specifica del luogo di lavoro e dalle condizioni operative (temperatura ambiente, ventilazione). Deve essere determinata nel DVRS da un professionista abilitato. Fonte dati flash point: ECHA Chemical Properties Database; INAIL, Linee guida ATEX.

5. Come Scegliere la Macchina Giusta: Flowchart Decisionale

La scelta della macchina di lavaggio in presenza di solventi segue un percorso decisionale in 6 passi. Il flowchart è valido per la selezione iniziale; la configurazione definitiva deve essere verificata con il fabbricante dopo la classificazione ufficiale della zona nel DVRS.

1
Il liquido di lavaggio è infiammabile?

Verificare il flash point del solvente nella scheda di sicurezza (SDS, sezione 9). Se flash point >60°C o il liquido è completamente acquoso → macchina standard senza ATEX (Serie VU, LRC, TW, DW, BW). Se flash point <60°C → continuare al passo 2.

2
Qual è la classificazione ATEX del luogo di installazione?

Consultare il DVRS aziendale. Se la zona non è ancora classificata, richiedere una valutazione a un professionista abilitato prima di procedere. Zona 1 o 2 → continuare al passo 3.

3
La zona è Zona 1 (probabilità normale) o Zona 2 (solo anomalie)?

Zona 2 → macchine categoria 3G (minimo), es. Serie EL in versione ATEX Zona 2. Zona 1 → macchine categoria 2G (minimo), es. Serie XTR, PN, TW-ATEX, BW-ATEX. Continuare al passo 4.

4
Volume di produzione e necessità di automazione?

Volume <15 lavaggi/turno, postazione mobile, manutenzione da personale interno → Serie PN (100% pneumatica, nessun requisito certificazione elettrica ATEX). Volume >15 lavaggi/turno, tracciabilità richiesta, ricette PLC → Serie XTR. Continuare al passo 5.

5
Tipo di pezzo da lavare?

Cliché flessografici, stampi, componenti irregolari con solvente → Serie XTR (tubi oscillanti, copertura 100% superfici). Fusti 200L con residui infiammabili → Serie DW-ATEX. Bidoni 5-30L con solventi → Serie BW-ATEX. Contenitori IBC con solventi → Serie TW-ATEX.

6
Verifica documentazione ATEX con il fabbricante

Prima dell'ordine richiedere al fabbricante: dichiarazione di conformità alla Direttiva 2014/34/UE, fascicolo tecnico con certificato di categoria, manuale operativo con classificazione zona di installazione consentita, prescrizioni per l'installazione e la messa in servizio in zona ATEX.

6. Serie Tattika Certificate ATEX

Le seguenti serie della gamma Tattika (produttore: Unitech srl, Vigonza PD, certificato ISO 9001:2015) sono disponibili con certificazione ATEX per uso in zone classificate. La documentazione ATEX completa è disponibile su richiesta.

Spruzzo ATEX Zona 1

Serie XTR

Marcatura: II 2G Ex d IIB T4 Gb. Tubi oscillanti, PLC, Touch Screen. Ideale per volumi >15 lavaggi/turno con solventi infiammabili. Ciclo 10-20 min.

Pneumatica ATEX Zona 1

Serie PN

Marcatura: II 2G Ex h IIC T3 Gb. 100% pneumatica, zero elettrico in zona. Manutenzione senza certificazione ATEX. Copertura gas IIC (tutti i solventi).

Elettrica ATEX Zona 2

Serie EL (versione ATEX)

Disponibile in versione ATEX Zona 2 per solventi con flash point >38°C. Sistema chiuso con aspirazione integrata. Per reparti con classificazione meno restrittiva.

IBC ATEX Zona 1

Serie TW — versione ATEX

Per IBC con residui di solventi infiammabili. Ciclo 8 min, testina rotante verticale. Disponibile Zona 1 e Zona 2 su richiesta.

Bidoni ATEX Zona 1

Serie BW — versione ATEX

Per bidoni 5-30L con solventi. Aspirazione vapori 150 m³/h integrata. Sensore LEL con blocco automatico. Componenti pneumatici in zona.

Ultrasuoni — Solo Acquoso

Serie VU / LRC / LP

Non ATEX — solo liquidi acquosi non infiammabili. Per solventi infiammabili in zona ATEX utilizzare esclusivamente Serie XTR o PN.

7. Domande Frequenti ATEX — Lavaggio con Solventi

Un'azienda può usare macchine non ATEX con solventi infiammabili se l'area non è formalmente classificata?

No. Il D.Lgs. 81/2008 (art. 290) impone al datore di lavoro di valutare il rischio di esplosione indipendentemente dal fatto che l'area sia stata formalmente classificata. Se nel luogo di lavoro vengono utilizzati solventi con flash point inferiore a 55°C, il datore di lavoro è obbligato a classificare l'area nel DVRS e ad adottare le misure di protezione appropriate — inclusa la sostituzione delle macchine non ATEX. L'assenza della classificazione formale non esonera dalla responsabilità: in caso di infortunio, il PM accerterà se il rischio avrebbe dovuto essere classificato. La regola pratica è: se lavori con solventi infiammabili, stai già in area ATEX di fatto. Fonte: D.Lgs. 81/2008 art. 290, INAIL Linee guida ATEX.

Cosa succede se si installa una macchina ATEX Zona 2 in un'area classificata Zona 1?

L'installazione di un'apparecchiatura categoria 3G (Zona 2) in una zona classificata ATEX Zona 1 costituisce una violazione dell'art. 293 del D.Lgs. 81/2008, che richiede categorie 2G o 1G in Zona 1. La sanzione è ammenda da 2.000 a 6.000 € per apparecchiatura. In caso di incidente, la responsabilità penale del datore di lavoro e del responsabile tecnico è quasi automatica per mancato rispetto delle norme di sicurezza. Dal punto di vista tecnico, una macchina categoria 3G non garantisce le stesse misure di protezione contro le sorgenti di ignizione di una categoria 2G: lo spazio interno motori non è sigillato per pressione, i connettori non sono stagni ai vapori, le tenute non sono progettate per esposizione continua a solventi. Fonte: Direttiva 2014/34/UE art. 4, D.Lgs. 81/2008 art. 293.

Una macchina pneumatica (Serie PN) può essere usata anche in Zona 2 oltre che in Zona 1?

Sì. Una macchina con marcatura categoria 2G (adatta a Zona 1) può essere installata anche in Zona 2, poiché il livello di protezione è superiore a quello minimo richiesto (categoria 3G). Questo significa che la Serie PN, certificata II 2G Ex h IIC T3 Gb, può essere installata sia in Zona 1 che in Zona 2 senza alcuna modifica o riduzione di garanzia. Dal punto di vista economico, in Zona 2 sarebbe sufficiente una macchina categoria 3G (meno costosa), ma l'installazione di una macchina sovradimensionata per la protezione ATEX non è mai un problema né un'infrazione normativa. Fonte: Direttiva 2014/34/UE, Allegato I.

Qual è la differenza tra temperatura di autoaccensione e punto di infiammabilità (flash point)?

Il punto di infiammabilità (flash point) è la temperatura minima alla quale un liquido emette vapori sufficienti per formare una miscela infiammabile con l'aria che si accende in presenza di una sorgente di accensione esterna (scintilla, fiamma). L'acetone ha flash point −18°C, quindi è infiammabile a qualsiasi temperatura operativa normale. La temperatura di autoaccensione (AIT) è la temperatura alla quale il vapore si accende spontaneamente in aria senza sorgente esterna: per l'acetone è 465°C. La temperatura di autoaccensione determina la classe di temperatura (T) nella marcatura ATEX: una macchina T3 non può avere superfici esterne superiori a 200°C, una T4 non superiori a 135°C. La T class deve essere inferiore all'AIT del solvente di almeno il 20% come margine di sicurezza. Fonte: EN 60079-20-1, IEC 60079-0.

Il fornitore della macchina deve accompagnare me durante l'ispezione dell'ASL/INAIL?

No. La responsabilità della conformità alla normativa ATEX è sempre del datore di lavoro, non del fornitore della macchina. In caso di ispezione, l'azienda deve dimostrare di possedere: la dichiarazione di conformità CE-ATEX della macchina rilasciata dal fabbricante, il fascicolo tecnico con il certificato di tipo (o l'auto-certificazione per categoria 3G), il DVRS aggiornato con la classificazione delle zone, la documentazione di manutenzione delle apparecchiature ATEX, la registrazione della formazione dei lavoratori sui rischi ATEX. Il fabbricante fornisce la documentazione della macchina ma non ha responsabilità sull'installazione o sull'adeguatezza della classificazione zona dell'azienda. Fonte: D.Lgs. 81/2008 art. 294, Direttiva 2014/34/UE art. 6.

Cosa si intende per Documento di Valutazione del Rischio Esplosione (DVRS) e chi lo redige?

Il DVRS (Documento di Valutazione del Rischio Esplosione) è il documento obbligatorio previsto dall'art. 294 del D.Lgs. 81/2008 che deve contenere: la classificazione cartografica di tutte le zone ATEX dell'azienda (planimetria con indicazione delle zone 0, 1, 2 per gas e 20, 21, 22 per polveri), l'elenco di tutte le apparecchiature installate nelle zone classificate con verifica della categoria di conformità, le misure organizzative e tecniche adottate, la valutazione delle sorgenti di ignizione presenti. Il DVRS può essere redatto da: il datore di lavoro stesso (se ha competenze tecniche adeguate), il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), o un consulente esterno specializzato in classificazione ATEX. Non è richiesto un ordine professionale specifico, ma la competenza tecnica è verificabile in caso di ispezione. Il documento deve essere conservato in azienda e presentato su richiesta degli organi di vigilanza. Fonte: D.Lgs. 81/2008 art. 294, CEI EN 60079-10-1.

8. Fonti Normative e Riferimenti

  • Direttiva 2014/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, relativa all'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri concernenti gli apparecchi e i sistemi di protezione destinati a essere utilizzati in atmosfere potenzialmente esplosive.
  • Direttiva 1999/92/CE (ATEX luoghi di lavoro) del Parlamento europeo, recepita in Italia dal D.Lgs. 81/2008 Titolo XI.
  • D.Lgs. 81/2008, Titolo XI "Protezione da Atmosfere Esplosive", artt. 287-297 e Allegati XLIX-LI.
  • INAIL, "Linee guida per la classificazione delle aree con pericolo di esplosione per la presenza di gas, vapori o nebbie infiammabili", edizione 2020.
  • CEI EN 60079-10-1:2016 "Atmosfere esplosive — Classificazione dei luoghi — Atmosfere esplosive di gas".
  • CEI EN 60079-14:2014 "Atmosfere esplosive — Progettazione, scelta e installazione degli impianti elettrici".
  • CEI EN 60079-17:2014 "Atmosfere esplosive — Ispezione e manutenzione degli impianti elettrici".
  • ECHA Chemical Properties Database — dati flash point e proprietà fisico-chimiche dei solventi industriali.
  • Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, "Guida tecnica alle Direttive ATEX", 2016.
  • Unitech srl, fascicoli tecnici delle Serie XTR, PN, TW-ATEX, BW-ATEX, certificati ISO 9001:2015 e dichiarazioni di conformità CE-ATEX, 2023-2024.

Ultimo aggiornamento: maggio 2026. La presente guida ha scopo informativo e non sostituisce la consulenza di un professionista abilitato per la classificazione ATEX dello specifico luogo di lavoro.

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